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Disturbo spettro autistico e diritto all’indennità di accompagnamento

Indennità di accompagnamento è un contributo economico destinato agli invalidi civili incapaci di compiere gli atti quotidiani della vita senza continua assistenza

Disturbo spettro autistico e diritto all’indennità di accompagnamento

Per i disturbi dello spettro autistico, la prassi dell’Inps è quella di riconoscere l’indennità di accompagnamento solamente per i quadri clinici più severi, contraddistinti da un livello di gravità 3 (con esclusione, quindi, dei livelli 1 e 2).

Le linee guida di Inps (che non hanno alcun valore normativo!) suggeriscono alle varie Commissioni di verificare essenzialmente i soli livelli di autonomia personale in ambito domiciliare: lavarsi, vestirsi, alimentarsi, senza dare rilievo ad altri aspetti che, in questo tipo di disturbo, sono invece assai importanti (ossia i problemi di comunicazione, di socializzazione, di reciprocità sociale ed emotiva, la sussistenza di interessi ristretti e di comportamenti ripetitivi, ecc.).

Lorenzo è un ragazzo di Como, con disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento.
Secondo Inps, Lorenzo non ha diritto all’indennità di accompagnamento, perché manifesterebbe disturbi e difficoltà “lievi”, e difatti gliela nega.

La famiglia ci contatta, e presentiamo ricorso.

Oggi il Tribunale di Como l’ha accolto, riconoscendo l’indennità di accompagnamento.

La valutazione preliminare dei presupposti necessari per ottenere l’indennità di accompagnamento (così come l’indennità di frequenza) è fondamentale.

A tutti coloro che ci contattano per chiederci di presentare ricorso, rispondiamo sempre che è necessario preliminarmente verificare se sussistono i presupposti per il suo accoglimento: siamo sempre disponibili – senza impegno- a consigliarvi, se potrete inviarci per mail la documentazione clinica (diagnosi, rivalutazioni, relazioni cliniche).

 

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