INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO, REQUISITI, ADHD
INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO
L’indennità di accompagnamento (Legge 11 febbraio 1980 n. 18), è un contributo economico (per l’anno 2023, pari a € 527,16 euro mensili) che prescinde da reddito ed età.
REQUISITI PER OTTENERE L’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO:
- Impossibilità di deambulare senza aiuto permanente di accompagnatore;
- Incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita senza continua assistenza. I due requisiti sono alternativi.
COME RICHIEDERE L’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO:
- Recarsi dal proprio pediatra o medico di famiglia (medici certificatori) per l’invio telematico ad Inps del certificato medico introduttivo;
- Entro 90 giorni, presentare la domanda (di invalidità civile) ad Inps, per l’ottenimento dell’indennità di accompagnamento;
- La domanda può essere presentata personalmente (attraverso il sito dell’INPS), oppure tramite i Patronati;
- A seguito della domanda di indennità di accompagnamento, Inps invierà la convocazione a visita;
- Dopo la visita, verrà inviato il verbale, con il giudizio della Commissione (accoglimento o rigetto della domanda di indennità di accompagnamento);
- In caso di rigetto della domanda di v, è sempre possibile presentare ricorso, entro 6 mesi dalla ricezione del verbale.
INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO E MINORI:
- L’indennità di accompagnamento è rivolta anche ai minori;
- Per i soggetti di età tra i 18 ed i 65 anni è prevista;
- Ai fini dell’indennità di accompagnamento, che sia certificato un grado di invalidità civile pari al 100%.
Ai minori non si applica alcuna percentualizzazione. Per i minori, dunque, ai fini dell’indennità di accompagnamento, è sufficiente che essi presentino una difficoltà a deambulare autonomamente, oppure che necessitino di assistenza continua, perché incapaci di svolgere, da soli, i comuni atti della vita.
INCAPACITA’ DI COMPIERE GLI ATTI QUOTIDIANI DELLA VITA: COSA SIGNIFICA?
Ai minori spetta l’indennità di accompagnamento se essi manifestano una incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita. Ma cosa significa questa definizione?
Inps fornisce una interpretazione molto restrittiva, riferendosi principalmente agli atti elementari della vita (camminare, mangiare, vestirsi, lavarsi, ecc.).
L’INTERPRETAZIONE DELLA GIURISPRUDENZA
La giurisprudenza, invece, fornisce una interpretazione molto più ampia del requisito della “incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita”.
PRESUPPOSTO PER L’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO
Secondo la Cassazione, ai fini dell’indennità di accompagnamento:
- L’incapacità di compiere gli elementari atti giornalieri della vita non deve intendersi solo in senso fisico, cioè come mera idoneità ad eseguire in senso materiale tali atti;
- L’incapacità di intendere il significato degli atti, la portata, la loro importanza anche ai fini della salvaguardia della propria condizione psico-fisica.
Pertanto, l’indennità di accompagnamento deve essere riconosciuta anche in presenza di incapacità di compiere fisicamente gli atti quotidiani della vita, quando la persona debba essere continuamente assistita.
NECESSITA’ DI ASSISTENZA CONTINUA
La necessità di assistenza continua, ai fini dell’indennità di accompagnamento per un minore, sussiste:
- Quando un minore “non è in grado di determinarsi autonomamente”;
- Quando la mancanza di assistenza lo esporrebbe a situazioni di pericolo per sé o per gli altri, quando il minore non possiede la capacità d’intendere il significato, la portata, la necessità e l’importanza degli atti quotidiani “ai fini della salvaguardia della propria condizione psicofisica”.
I NOSTRI RICORSI
Nei nostri precedenti ricorsi, abbiamo ottenuto da moltissimi Tribunali il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento in favore di minori con:
- Quadri clinici riferibili ai disturbi dello spettro autistico, ai deficit cognitivi, ai casi più severi di ADHD, associati anche a disturbi oppositivi provocatori, ecc.;
- Minori con diabete, in quanto bisognosi dell’assistenza del genitore per l’essenziale atto quotidiano della somministrazione dell’insulina.
E’ importante che i genitori verifichino se le condizioni cliniche dei propri figli integrino o meno i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento.
Se avete dubbi in merito, o se la vostra domanda per l’ottenimento dell’indennità di accompagnamento è stata rigettata, contattateci, senza impegno.
INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO: REQUISITI
Requisiti anagrafici e reddituali
Non sono previsti limiti di età e di reddito
Requisito sanitario
(solo per i soggetti di età compresa
tra i 18 ed i 65 anni)
Riduzione della capacità lavorativa in misura non inferiore al 100%
Ulteriori requisiti sanitari (alternativi tra loro)
- impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
- incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua
Cause di esclusione
Non ha diritto all’indennità di accompagnamento chi è ricoverato gratuitamente nelle strutture sanitarie pubbliche
Come richiederla
- invio telematico del certificato medico
- presentazione della domanda
- visita presso la Commissione
- ricezione del verbale
Cosa fare in caso di
rigetto della domanda
È possibile presentare ricorso entro 6 mesi dalla ricezione del verbale

RICHIEDI INFORMAZIONI SULL’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO
FAQ – Indennità di Accompagnamento
CHETONI RAFFAELE AVVOCATI – Studio Legale
Che cos’è l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento è un aiuto economico mensile destinato a chi ha gravi disabilità. Viene riconosciuta a persone che, a causa delle loro condizioni, non possono compiere da sole gli atti quotidiani o necessitano di assistenza continua.
Questa prestazione non richiede limiti di reddito o età. Infatti, può essere concessa a bambini, adulti o anziani, purché abbiano un’invalidità accertata al 100%.
Chi può richiedere l’indennità di accompagnamento?
Può richiedere l’indennità di accompagnamento chi si trova in stato di totale inabilità e ha bisogno di assistenza continua. Inoltre, è necessario essere residenti in Italia e avere regolare cittadinanza o permesso di soggiorno.
Un altro requisito importante è che la persona non sia ricoverata in strutture pubbliche con retta a carico dello Stato. In quel caso, infatti, il diritto all’indennità potrebbe venire meno.
Quali documenti servono per presentare la domanda?
Per ottenere l’indennità di accompagnamento, serve una certificazione medica introduttiva rilasciata da un medico abilitato. Questo documento consente di avviare la domanda presso l’INPS.
Successivamente, si viene convocati per una visita di accertamento. Durante la valutazione, una commissione medica INPS verifica la sussistenza dei requisiti sanitari.
Come si presenta la domanda per l’indennità di accompagnamento?
La domanda si presenta online, direttamente sul sito INPS, oppure tramite un patronato. Prima di tutto, è necessario ottenere il certificato medico digitale.
Dopo l’invio, il richiedente riceverà una convocazione per la visita. L’esito viene comunicato in pochi giorni e, in caso positivo, il pagamento inizia dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.
A quanto ammonta l’importo mensile?
L’indennità di accompagnamento ha un importo fisso aggiornato ogni anno. Anche nel 2025, l’importo mensile si aggira intorno a 550 euro. Tuttavia, l’INPS pubblica ogni anno la cifra esatta e l’eventuale rivalutazione.
Va ricordato che l’importo non dipende dal reddito, ma unicamente dalle condizioni sanitarie.
L’indennità di accompagnamento è compatibile con altre prestazioni?
In alcuni casi, sì. L’indennità di accompagnamento può essere compatibile con la pensione di invalidità, ma non con l’indennità di frequenza.
Pertanto, prima di richiedere altre prestazioni, è sempre utile verificare le condizioni di compatibilità. Il nostro studio legale, CHETONI RAFFAELE AVVOCATI, può aiutarti a evitare errori nella presentazione della domanda.
Quando viene revocata l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento può essere sospesa o revocata se vengono meno i requisiti. Ad esempio, in caso di ricovero in struttura pubblica o se la persona non risulta più invalida al 100%.
Anche un cambiamento nella condizione sanitaria può portare a un riesame. Di conseguenza, è importante comunicare ogni variazione all’INPS in tempi rapidi.
Cosa fare in caso di rigetto della domanda?
Se l’INPS respinge la domanda per l’indennità di accompagnamento, è possibile presentare ricorso. Questo deve avvenire entro 6 mesi dalla data di notifica del verbale Inps.
Lo Studio Legale CHETONI RAFFAELE AVVOCATI offre supporto completo per l’elaborazione del ricorso, valutando ogni singolo caso con attenzione.
È necessario un avvocato per richiedere l’indennità?
Non è obbligatorio, ma è consigliabile. Infatti, rivolgersi a un legale esperto può evitare errori e ridurre i tempi di attesa. Inoltre, in caso di contenzioso, l’assistenza di un avvocato diventa fondamentale e necessaria.
Lo studio CHETONI RAFFAELE AVVOCATI ha una lunga esperienza in ambito previdenziale e fornisce consulenze personalizzate per ogni situazione.
Come può aiutarti CHETONI RAFFAELE AVVOCATI?
Il nostro studio legale ti accompagna in ogni fase: dalla domanda per l’indennità di accompagnamento, fino all’eventuale ricorso. Offriamo consulenze chiare, rapide e su misura.
Contattaci per ricevere un’assistenza completa. Ti aiutiamo a difendere i tuoi diritti, anche nei casi più complessi.
